Scrivici
È possibile partire da sole in un viaggio di gruppo?
"Mi piacerebbe tantissimo, ma non conosco nessuno."
+ Indice degli argomenti
Se dovessimo scegliere la frase che sentiamo più spesso da chi ci contatta per la prima volta per un viaggio al femminile, probabilmente sarebbe questa.
Non riguarda la destinazione. Non riguarda il budget. Non riguarda nemmeno il numero di giorni. Riguarda il fatto di partire da sole.
Per molte donne il vero ostacolo non è attraversare un oceano, visitare un Paese sconosciuto o affrontare un lungo volo. Il vero ostacolo è premere quel pulsante, inviare quella richiesta o versare quell'acconto senza sapere chi ci sarà dall'altra parte.
È una sensazione assolutamente normale.
Siamo abituate a pensare al viaggio come a qualcosa da condividere con un'amica, una sorella, il partner o un gruppo di persone che già conosciamo. Quando questo non accade, spesso si rinuncia. Non perché manchi il desiderio di partire, ma perché manca la compagnia giusta.
Eppure, dopo anni di organizzazione di viaggi al femminile, possiamo dirlo con una certa tranquillità: la maggior parte delle donne che partecipano ai nostri gruppi si iscrive da sola. No, non siete le uniche.
Chi partecipa ai nostri viaggi, però, non appartiene a una sola fascia d'età o a un unico profilo di viaggiatrice. Se vi state chiedendo chi troverete nel gruppo e quali sono davvero le donne che scelgono un viaggio al femminile, ne abbiamo parlato in modo approfondito in questo articolo.
Cosa succede davvero dopo l'iscrizione
Una delle paure più diffuse è quella di arrivare al giorno della partenza senza conoscere nessuno.
In realtà, nelle settimane che precedono il viaggio, continuiamo a seguire ogni partecipante personalmente, fornendo informazioni, documenti di viaggio e assistenza per qualsiasi dubbio o necessità.
Circa una settimana prima della partenza creiamo anche un gruppo WhatsApp dedicato, nel quale siamo presenti direttamente insieme alle partecipanti.
È un momento semplice ma importante. Si iniziano a scambiare le prime informazioni pratiche, si condividono curiosità sulla destinazione, si scopre da quale città parte ciascuna e, spesso, si rompe quel piccolo muro iniziale che rende più difficile il primo passo.
Questo non significa che il gruppo diventi immediatamente un gruppo di amiche. Significa però arrivare alla partenza con alcuni nomi già familiari, con la sensazione di non essere più completamente sole e con la tranquillità di sapere che, dietro le quinte, c'è sempre qualcuno dell'agenzia pronto a supportarvi.
E se non conosco assolutamente nessuno?
La risposta è semplice: non succede quasi mai che siate le sole.
Molte donne si avvicinano ai viaggi di gruppo pensando di essere un'eccezione. Pensano che tutte le altre partecipanti si siano iscritte con un'amica o che si conoscano già.
La realtà è spesso l'opposto.
Nei nostri gruppi è molto frequente che la maggioranza delle partecipanti si iscriva individualmente. È proprio questa caratteristica a rendere l'atmosfera diversa da quella di molti altri viaggi organizzati.
Nessuno arriva sentendosi ospite di un gruppo già formato. Tutte stanno iniziando un'esperienza nuova e, in qualche modo, condividono la stessa curiosità e la stessa apertura verso l'incontro.
La camera condivisa: una scelta pratica, non un salto nel buio
Tra le domande che riceviamo più spesso da chi valuta un viaggio al femminile ce n'è una molto concreta: "Dovrò pagare il supplemento singola?"
La risposta dipende da ciò che desiderate.
Molte partecipanti scelgono la camera singola per avere i propri spazi e vivere il viaggio in totale autonomia. Altre, invece, preferiscono condividere la stanza con un'altra donna del gruppo, evitando così il supplemento previsto.
La condivisione della camera è una scelta assolutamente normale nei nostri viaggi e spesso rappresenta anche un'opportunità per conoscere meglio una compagna di viaggio.
Naturalmente non lasciamo tutto al caso. Quando possibile cerchiamo di effettuare abbinamenti equilibrati, tenendo conto dell'età, delle abitudini e delle esigenze che emergono durante la preparazione del viaggio.
Non esiste una formula matematica che garantisca l'affinità perfetta tra due persone, ma l'esperienza maturata negli anni ci aiuta a creare sistemazioni che funzionano nella grande maggioranza dei casi.
E per chi preferisce avere uno spazio completamente proprio, la camera singola rappresenta sempre un'alternativa da valutare. Trattandosi però di una disponibilità spesso limitata, soprattutto nei piccoli gruppi, consigliamo di richiederla al momento dell'iscrizione per verificare le effettive possibilità di conferma.
Il momento in cui quasi tutte cambiano prospettiva
C'è una scena che, con sfumature diverse, si ripete praticamente in ogni viaggio.
Prima della partenza arrivano domande, dubbi e qualche inevitabile preoccupazione. C'è chi teme di non trovarsi bene con il gruppo, chi si chiede se abbia fatto la scelta giusta, chi confessa apertamente di essere emozionata all'idea di partire senza conoscere nessuno.
Poi il viaggio comincia.
Non esiste un momento preciso in cui accade, ma spesso basta una cena condivisa, una passeggiata, una chiacchierata durante un trasferimento o una risata nata spontaneamente per far cadere molte delle paure iniziali.
Ed è proprio in quel momento che molte partecipanti si rendono conto che il problema non era partire da sole. Il problema era fare il primo passo.
A fine viaggio ci capita spesso di ascoltare frasi molto simili tra loro: "Se avessi saputo che sarebbe stato così semplice, sarei partita prima", oppure "Non pensavo che mi sarei sentita così a mio agio".
Non perché ogni gruppo diventi automaticamente una famiglia o perché nascano amicizie indissolubili. Semplicemente perché il problema non era partire da sole ma fare il primo passo.
Alcune cose che nessuno racconta dei viaggi di gruppo
Quando si immagina un viaggio di gruppo, spesso si pensa a un gruppo affiatato che ride insieme fin dal primo minuto.
La realtà è molto più normale e, proprio per questo, più rassicurante.
I primi momenti sono spesso fatti di presentazioni, piccoli silenzi, curiosità reciproca e qualche inevitabile timidezza. È perfettamente naturale.
Quello che osserviamo quasi sempre è che, dopo le prime ore o i primi giorni, il gruppo inizia a trovare spontaneamente il proprio equilibrio.
Un'altra convinzione molto diffusa è che in un viaggio di gruppo si debba fare tutto insieme, sempre. In realtà ogni partecipante mantiene i propri spazi, i propri ritmi e il proprio modo di vivere l'esperienza.
C'è chi ama chiacchierare durante ogni trasferimento e chi preferisce osservare il paesaggio in silenzio. Chi si alza all'alba per fotografare una città che si risveglia e chi preferisce concedersi una colazione lenta. Non esiste un modo giusto di partecipare.
Forse è proprio questo uno degli aspetti che sorprende maggiormente chi parte per la prima volta: scoprire che un viaggio di gruppo non significa rinunciare alla propria individualità, ma condividerne una parte con altre persone che stanno vivendo la stessa esperienza.
Domande che riceviamo più spesso
E se tutte le altre si conoscessero già?
È una delle paure più comuni, ma nella pratica accade molto raramente. La maggior parte delle partecipanti si iscrive individualmente e arriva con le stesse domande e le stesse aspettative.
E se non mi trovassi bene con la compagna di stanza?
La convivenza richiede sempre un minimo di adattamento reciproco, ma gli abbinamenti vengono fatti con attenzione e, nella grande maggioranza dei casi, l'esperienza si rivela molto positiva.
È necessario essere particolarmente socievoli?
Assolutamente no. Nei nostri gruppi ci sono persone molto espansive e altre più riservate. Ognuna trova il proprio spazio e il proprio modo di vivere il viaggio.
Posso partecipare anche se è la mia prima esperienza in un viaggio di gruppo?
Certamente. Anzi, molte partecipanti scelgono proprio un viaggio al femminile come prima esperienza di viaggio organizzato.
E se all'ultimo momento mi venisse qualche dubbio?
Fa parte del percorso. Per questo rimaniamo a disposizione delle partecipanti prima della partenza e durante il viaggio, affinché ogni persona possa affrontare l'esperienza con la maggiore serenità possibile.
















